Berlino: occasione speciale, risultato speciale. 45:00!
26 agosto 2009Posted by
Daniele
21 Comments
Correre 10 km interamente nel pieno centro di Berlino meritava un risultato unico e speciale. Ed ho pensato bene di fare un bel 45:00 tondo tondo. Ma comunque il tempo è stata solo una ciliegina su una torta che sarebbe stata ad ogni modo fantastica.
Ma andiamo con ordine. Dopo aver visto passare i maratoneti partecipanti alla maratona mondiale (che fulmini!), giusto il tempo di andare in albergo a cambiarsi e verso le 15 ero in zona partenza (fissata alle 15:45).
Nel frattempo una giornata freschina si era trasformata in una abbastanza calda con un bel sole.Vista la marea di gente (oltre 6 mila arrivati) e capito che non c’era nessuna gabbia in partenza decido di saltare il riscaldamento e andare verso la linea dello start. Non ero l’unico a pensarlo, davanti avevo già tantissime persone. Penso, all’inizio sarà un vero caos.
Pronti, via. Rallentamenti, casino. Provo a sgusciare ai lati. E’ un rischio, si va a strappi. Talvolta lentissimo. Boh.
Mi accorgo che invece il Garmin mi segnala il primo km a 4:21. Impossibile. Deve essere andato un po' in tilt. Rivedendo poi i dati scaricati al pc mi accorgo che per circa 200 metri mi segnala una velocità pazzesca.

Il vero ritmo era ben oltre i 5 minuti... Ora scopro oltre 30 secondi persi, che per 10 km sono tantissimi.
Soltanto intorno al secondo km, poco dopo Potsdamer Plaz si va bene senza problemi. Ma ormai penso di aver accumulato un bel ritardo con il primo km lento, ma visto che il Garmin fa le bizze, non so sul momento quanto.
Viaggio bene senza particolare affanno e cerco con la vista sempre ogni angolo di città intorno.
Sto godendo della corsa e di ciò che mi circonda. Il passaggio nel bel mezzo del grandissimo parco Tiergarten è conciliante con il verde, che si associa benissimo con la corsa. Intorno al terzo km e mezzo la Statua della Vittoria

mi aspetta, la cerco con lo sguardo spesso fino a girarci intorno.
Intanto si avvicina il rilievo dei 5 km. Mi rendo conto di essere in ritardo con l’obiettivo (stare sotto i 45 minuti). Mi infastidisce il fatto che quando passo alle segnalazioni chilometriche il beep del Garmin era arrivato almeno 150 mt prima. Comunque non ci posso fare niente. Passo ai 5 km ufficiali in 22:55 e proprio quando sono davanti al Reichstag

ed alla sua magnifica Cupola

penso di mollare: “fregatene del ritmo, del tempo, pensa solo a ciò che ti circonda, non permettere ai secondi di distrarti dall’ambiente intorno”.
E così faccio per un po', pago un leggero rallentamento e faccio andare gli occhi ad incollare sensazioni visive nella memoria. Ma però vado, vado. I batttiti sono buoni, la falcata non è pesante e quasi inconsciamente il ritmo mi rimane elevato.
Quando passo al 7° km (fatto a 4:26), un flash, un calcolo improvviso, approssimativo: se riesco a fare i restanti 3 a 4:20 chiudo in 45 minuti. E lì parte una sfida inesorabile contro il tempo. Spingo come mai, sono concentrato nel mantenere sotto controllo la resistenza alla velocità e soprattutto alla fatica, che ora, più che mai, mi assale.
Ma non mollo, non voglio mollare. Sono in un contesto fantastico e mi devo giocare tutte le carte. Il posto lo merita.
Quando giro intorno alla Cattedrale
Quando giro intorno alla Cattedrale

ed inbocco il lungo viale Unter den Linden da un km e mezzo che conduce direttamente alla Porta di Brandeburgo,
alla finish line, ormai è una lotta contro il tempo. 8° km a 4:17, poi 9° a 4:21.
Cerco con lo sguardo la maestosa Porta e mi faccio guidare dal lei. Assaporo ogni secondo con lo sguardo fisso a lei. La voglio raggiungere il prima possibile. Mi sembra vicina ma non arriva mai.
Quando ormai ci sono, sono molto vicino vedo inesorabili i secondi sul Garmin che scorrono. Ho paura di non farcela. I secondi vanno e la linea non arriva. E praticamente piazzo la prima volata della mia vita (ultimo km a 4:08, ultimi 200 sotto i 4). Uno scatto, non so con quali forze, e la Porta è “mia”. Stop al Garmin e non ci credo: 45 minuti tondi. Grande Daniele, mi dico.
Cerco con lo sguardo la maestosa Porta e mi faccio guidare dal lei. Assaporo ogni secondo con lo sguardo fisso a lei. La voglio raggiungere il prima possibile. Mi sembra vicina ma non arriva mai.
Quando ormai ci sono, sono molto vicino vedo inesorabili i secondi sul Garmin che scorrono. Ho paura di non farcela. I secondi vanno e la linea non arriva. E praticamente piazzo la prima volata della mia vita (ultimo km a 4:08, ultimi 200 sotto i 4). Uno scatto, non so con quali forze, e la Porta è “mia”. Stop al Garmin e non ci credo: 45 minuti tondi. Grande Daniele, mi dico.
Ho corso in strade spettacolari, con un rettilineo di arrivo da urlo, in una occasione speciale e con una prestazione da ricordare. Niente di meglio. Grazie Berlino.Aspettando Berlino...
03 agosto 2009Posted by
Daniele
Anche quest'anno finalmente le ferie sono arrivate. La mente è pronta a rilassarsi, il corpo richiede il meritato relax, i ritmi diminuiscono ed il tempo acquisisce una dimensione diversa da quella solita delle settimane lavorative. Che bello.
Anche il blog per tre settimane vi saluta. Pausa salutare anche per lui.
Nel frattempo io mi godrò un po' di mare, poi un lungo week end di Ferragosto fra le bellezze di Cortona, Montepulciano, Pienza e la natura incantevole di quei posti per poi ripartire il 20 agosto per Berlino alla scoperta di una città che sono molto curioso di visitare.
Come avevo annunciato mesi fa, Berlino sarà anche tappa podistica. Nello stesso percorso della maratona dei mondiali di atletica, in pieno centro città, con partenza ed arrivo alla Porta di Brandeburgo, ci sarà una corsa di 10 km. Ed io sarò al via. Non vedo l'ora di godere di quella corsa in quel contorno che sarà sicuramente magnifico.
Quindi se qualcuno per caso vedrà in tv la maratona mondiale pensi che dopo un'ora dall'arrivo del vincitore ci sarò io a correre in quelle stesse strade...
Ci risentiamo dopo il 23 agosto... Bye bye...
Hiking
29 luglio 2009Posted by
Daniele
Hiking? Boh!? Ne sentivo parlare, la parola ogni tanto si sente, ma non sapevo neppure cosa fosse.
Da qualche settimana ne so un po' di più. E da sabato scorso posso dire che anche io ho fatto hiking! Che poi, in parole povere, significa camminare in ambienti naturali (di solito in montagna) lungo piccoli percorsi, sentieri. Una sorta di piccolo escursionismo.
Sono stato "trascinato" nell'avventura e così sabato invece di sciropparmi 13 km di corsa ho speso qualche ora in camminate lungo viottoli e sentieri su una sponda del Lago di Como. Da Griante fino a San Martino e da lì poi fino a Bocchetta di Nava (850 mt di altezza). Oltre 600 mt di dislivello e chissà quanti km di percorso.
Allora, per me è risultato non così semplice. E' uno stare in mezzo alla natura, salendo verso l'alto sempre e comunque, che comporta un qualche sforzo per chi chiaramente non è abituato. Ma è anche il condividere la pace, la bellezza della semplicità. Gli odori, i colori e la vista di un qualcosa di stupendo.
Ecco, ciò che ho potuto osservare dalla vetta è impareggiabile. Le cose preziose vanno meritate. Lo sforzo per arrivare alla meta valeva il premio di un panorama fantastico. E godere del relax di fronte a tanto spettacolo ne ha fatto una giornata da incorniciare.
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Hiking
Ibra: ora va meglio. Ma...
27 luglio 2009Posted by
Daniele
Ripensando a questo direi che ora va decisamente meglio.
Ma cavolo l'affare l'ha fatto l'Inter! Si è presa Eto'o ed anche 46 milioni di euro. Da non crederci. Mi sembra quasi impossibile che Moratti sia riuscito in una cosa del genere.
Certo ha avuto anche fortuna a sfruttare il momento: il Barça qualcosa doveva cambiare ed Ibrahimovic è perfetto, Eto'o chiedeva una una montagna di soldi ed andava via a parametro zero l'anno prossimo. Ma che affarone l'Inter! Eto'o è fantastico e segna anche in Champions!
Complimenti al Milan che ha svenduto Kakà a 63 milioni di euro in tutta fretta all'inizio del mercato.
Comunque, in fin dei conti, sono contento di poter di nuovo "ammirare" i gol di Ibra anche se sono consapevole che per il Barça sarà difficile ripetersi. Vedremo.
The Boss: sempre e comunque il numero 1
22 luglio 2009Posted by
Daniele

Da Repubblica.it:
"C'è qualcuno al mondo che possa raccontare di un concerto deludente del Boss? La sua continuità di rendimento è sbalorditiva, col tempo comincia ad assumere tratti quasi irreali.
Mai una serata storta, mai una serata in cui non abbia gettato l'anima in pasto al suo pubblico, che lo segue in giro per il mondo con un radar di passione. E non c'è ombra di cedimento.
Ora i sessant'anni sono vicini (il 23 settembre prossimo), ma difficilmente troverete in giro un sessantenne capace di rivoltare uno stadio come fosse un accaldato club di provincia, con la sola forza delle sue braccia, una chitarra che è una fontana di pura energia, un martello pneumatico, un simulatore di treni in corsa, una frusta dell'anima, una voce assolutamente incrollabile e, particolare non secondario, una band definita non a torto la migliore band del mondo, capace di rigenerarsi, di rinascere nel tempo e presentarsi intatta, o quasi, al traguardo."
E' esattamente così. Non ho nulla da aggiungere se non che il primo pensiero alla fine di un concerto di Bruce è quello di non veder l'ora di assisterne ad un altro.
Ed ora il mio video di Twist and shout. Spettacolo!
Sorpasso
21 luglio 2009Posted by
Daniele

Stasera, a Torino, Bruce Springsteen in concerto. Ed io sarò là!
E così Bruce diventa l'artista che ho visto più volte dal vivo: stasera sarà la quarta volta.
E un po' come fa il protagonista di Caos calmo, mi è venuta voglia di fare una piccola classifica personale.
Quali e quanti concerti ho visto?
- Bruce Springsteen: 4 volte
- Carmen Consoli: 3 volte
- Elisa: 3 volte
- Ligabue: 3 volte
- Radiohead: 2 volte
- Coldplay: 2 volte
- U2: 2 volte
- Gotan Project: 1 volta
- Muse: 1 volta
- Giorgia: 1 volta
- Biagio Antonacci: 1 volta
- Eros Ramazzotti: 1 volta
- Renato Zero: 1 volta
- Pino Daniele: 1 volta
- Gianna Nannini: 1 volta

Si chiama progressivo?
14 luglio 2009Posted by
Daniele
Nella mia uscita infrasettimanale di settimana scorsa sono tornato a fare delle ripetute. E mi sono buttato su un qualcosa di nuovo, mai fatto prima.
1600 mt + 1200 mt + 800 mt + 400 mt con recupero a corsa lenta di 400 mt fra una ripetuta e l’altra.
1600 mt + 1200 mt + 800 mt + 400 mt con recupero a corsa lenta di 400 mt fra una ripetuta e l’altra.
Avevo impostato prima il Garmin prevedendo di correre ogni split aumentando la velocità.
Più aumentava la fatica e più dovevi andar forte perché la ripetuta successiva richiedeva un ritmo più veloce della precedente. Cavoli, duro davvero ma anche entusiasmante.
Finire sapendo di aver dato tutto quello che si poteva è una parte essenziale delle uscite. Devo tornare a casa bello “cotto”, mi dà più soddisfazione. E’ per questo che non mi piace la corsetta lenta.
E così, sempre sulla stessa linea, oggi mi sono inventato 5 km al massimo, a 4:30. E con 31 gradi valgono doppio no?

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Lui sta messo meglio
03 luglio 2009Posted by
Daniele
Durante i 7 km corsi ieri posso dire che l'omino dell'immagine qua sopra stava meglio di me. Questa settimana volevo correre 3 volte, ma a queste condizioni chi cavolo va? Ieri brusca frenata, ritmi bassi, impossibile andare... Daniele, as usual, prenditela comoda...
Grazie a tutti per i commenti al post precedente!
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