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A spasso nella memoria: NY 2007

01 novembre 2009
Posted by Daniele


Rieccola puntuale ogni anno. Ed oggi oltre 40.000 persone vivranno il loro sogno. E’ normale che oggi la mia mente ritorni un po’ oltreoceano, vicino a chi si appresta a percorrere i cinque quartieri della Maratona di New York.

Per chi volesse ripercorrere con me quel fantastico 4 novembre 2007, ecco qua il post della mia Maratona di New York.

E poi i video da me fatti in corsa:

sulle note di Bruce Springsteeen…

o l'arrivo in presa diretta...

o tutti gli altri con la mia viva voce...



Ed infine, il libro, che raccoglie tutti i post e tutti i commenti dai primi 5 minuti di corsa al sogno realizzato:

Download a soli 0,99 €

How long is a mile?

05 marzo 2009
Posted by Daniele

Video spettacolare di 2 italiani alla maratona di New York 2008. Troppo forte!

Maratona di New York, un anno dopo

02 novembre 2008



Oggi si corre la Maratona di New York. L'anno scorso ero là e quindi oggi è una giornata particolare, con la mente che inevitabilmente ripercorre ciò che è stato. E come anche i muri sanno, è stato qualcosa di incredibile. Che un giorno si ripeterà ma, come tutte le prime volte, quel 4 novembre 2007 rimarrà unico.

Per festeggiare l'anniversario ho preparato un nuovo video che in meno di quattro minuti ripercorre - con le mie riprese, le mie espressioni, i miei sorrisi - la mia maratona di New York (QUI invece il vecchio post che la racconta). Se vi va di dare un'occhiata... Vi consiglio di vederlo in "alta qualità" (e fino in fondo...) così le immagini sono più nitide.


Un grande in bocca al lupo a tutti quelli che oggi saranno al via. Non vedo l'ora di vedere la maratona in tv, seguire online i passaggi degli amici e leggere poi i racconti. Un piccolo modo per essere ancora là...



Autoammirazione

23 febbraio 2008
Posted by Daniele


Ieri ho provato una grande ammirazione per me stesso. Sono un po' presuntuoso, però è andata davvero così: mentalmente mi sono autocelebrato. E perchè mai?

Perchè è stato difficile completare i 35 minuti di corsa previsti, dovendo rintuzzare l'attacco finale del Virtual Trainer che, non avendo mai flessioni lui, alla fine mi stava risucchiando quei 10 metri che tenevo di vantaggio.

E nella fatica e nella tenuta del ritmo la mente è tornata a quello che sono stato capace di fare qualche mese fa.
Stavo faticando tanto a tenere gli 11 km/h e completare poco più di mezzora e pensavo che fino a poco fa correvo ore su ore e finivo la Maratona di New York.

Ricordavo i momenti di quasi un anno fa quando mi ritrovavo a "festeggiare" 20 minuti di corsa. Ripercorrevo mentalmente il percorso di 8 mesi di allenamenti e mi dicevo "sei qui a faticare per una mezzoretta di corsa e sei riuscito a finire una maratona... ma chi sei?". I 42,195 km, se ce ne fosse bisogno, aumentano l'autostima.
Questo è sicuro.

Intanto da New York mi è arrivato anche il diploma ufficiale. Bello, no? :-)


P.S.
Ieri sera si è compiuto l'ennesimo scempio arbitrale nei confronti della Juventus. Forse una retrocessione in Serie B e lo smantellamento di una squadra straordinaria non è stato sufficiente. I Dondarini del caso vogliono rifarsi una verginità e così decidono di non vedere quello che tutti vedono. Spettacolo penoso.


Piccole soddisfazioni

09 febbraio 2008
Posted by Daniele

Nei giorni scorsi ho ricevuto questa mail:

Ciao Daniele!
Devo ringraziarti molto perchè mi sei stato davvero d'aiuto, sia con il tuo blog che con il racconto sul sito di Terramia!
Ho deciso quest'anno di coronare uno dei miei sogni più grandi: correre la maratona di New York! Anch'io sono partito da zero e sto seguendo le tabelle di Orlando Pizzolato (precisamente la numero 2), e devo dire che mi sto trovando abbastanza bene! Potresti darmi qualche dritta? Grazie mille e complimenti!

Ma sono io che ringrazio te! Grande decisione!

Saldi e beneficenza: il mio libro a 0,99 €!

12 gennaio 2008


La sorpresa è questa: il download del file pdf del mio libro, in questo tempo di saldi, da oggi costa solo
0,99 €.

Perchè un prezzo così basso? Perchè voglio venderne tantissime copie e destinare tutto il ricavato in beneficenza.

Questa è la vera nuova sfida. Aiutatemi, scaricatelo, pubblicizzatelo sui vostri blog, fate passaparola. Un euro a noi non costa niente ma può far molto per chi ha bisogno.

Tutto quello che ricavo di mia spettanza lo devolvo ad una associazione che conosco e che già sostengo: Save the Children.

E non finisce qui: al totale che raccolgo aggiungo io un 10%.

Ovviamente darò conto qui con le prove di quello che destino.


Qui passano ogni giorno un centinaio di visitatori, poi ci sono quelli più abituali. Se ciascuno lo scarica e poi ne parla sul proprio blog invitando a farlo ci può essere un effetto moltiplicatore forte.

Io credo che se vogliamo possiamo raggiungere un buon risultato. Ci siete? Siete pronti al download? Siete pronti a parlarne? Pronti, VIA!

Cliccando qui si va direttamente sulla pagina d'acquisto:

Sostieni l'editoria indipendente: acquista questo book su Lulu.






Linus

08 dicembre 2007
Posted by Daniele


Ieri sera sono andato in teatro a vedere Deejay gira l'Italia con Linus e Nicola Savino ed altri personaggi di Radio Deejay.

Spettacolo divertente, con la presenza ad un certo punto anche di Galeazzi vero, appena imitato da Savino.

E' poi arrivato anche il mitico Aldo Rock: ovazione!

A fine serata ho fatto autografare a Linus il suo libro e purtroppo non avendo il mio (maledetta lentezza delle spedizioni) gli ho messo fra le mani la stampa della retro copertina (qui a lato) e mi ha autografato quella, dicendo che così "mi certifica l'arrivo". Abbiamo poi scambiato due parole sulla maratona.

Grazie Linus, d'altronde se sono andato a New York i tuoi racconti della corsa in radio un qualche stimolo l'hanno dato...


Il libro/2

07 dicembre 2007
Posted by Daniele


Non so chi sia, di dove sia, perchè l'abbia fatto. Ma l'ha fatto: ha comprato il mio libro!


Stento a crederlo ma ho venduto una copia. E non si tratta di un download ma di una copia cartacea! Qualcuno sta attendendo e riceverà a casa un mio libro! :-)


Il mondo dei blog continua poi a sorprendermi ogni giorno di più. Alcuni blogger mi hanno dedicato un post apposito, presentando e consigliando il mio libro. Un sito (Poetilandia) ha citato la mia "opera" quale libro del giorno. Sorprendente e bello. Un grazie sentito quindi a:


Ele, Mathias, Simone, Irene, Poetilandia, Stormy, Max.


E infine, una bella sorpresa anche da un commento a uno dei post di cui sopra: "ho un'amica che l'ha fatta tre volte... Potrebbe essere il suo regalo di Natale!!!"

E questo sul mio blog: "ciao Daniele, sono arrivata qui grazie alla recensione di Irene. Avevo intenzione di regalare un libro sulla corsa a mio papà per Natale, e quando si dice il caso...!"

Aiuto, svengo... :-)


Il libro

04 dicembre 2007



Ed ora è arrivato anche il libro. Ebbene sì, ho pubblicato un libro "celebrativo". E con questo, implicitamente, confermo che sono proprio pazzo... :-)

Il libro raccoglie tutti i post e i commenti (quindi ci siete anche tutti voi!) apparsi qui da quando ho deciso di buttarmi sul progetto New York City Marathon. Non penso che qualcuno lo comprerà, ma mi piace tenerlo in una vetrina virtuale, visionabile e acquistabile da chiunque. Si trova QUI. E se poi qualcuno vuol farmi pubblicità sul proprio blog giuro che non mi offendo...

Perchè l'ho fatto? L'ho spiegato nell'introduzione al libro insieme a diversi ringraziamenti. La riporto qui sotto:


Questo libro porta su carta l’insieme di articoli ed i relativi commenti apparsi sul mio blog dal momento in cui è nata l’idea di voler partecipare alla Maratona di New York.

Il diario online ha avuto un ruolo motivazionale forte durante i vari mesi di preparazione fisica e la sua trasposizione in un libro vuol dare consistenza e maggior prestigio ad un ricordo della mia vita che rimarrà indelebile.

In queste pagine si ritrovano tutte le sensazioni provate da gennaio 2007 fino al 4 novembre 2007, giorno in cui si è corsa la Maratona di New York. L’idea, la preparazione, gli imprevisti, la fatica, la gioia e l’entusiasmo: tutto quello che ho vissuto per diventare un New York City Marathon Finisher.

Per arrivare a tagliare il traguardo a Central Park però da solo non ce l’avrei fatta e pertanto ci tengo particolarmente a ringraziare:

la mamma, per la sua impareggiabile attenzione, come solo una mamma sa essere;

il babbo, per la sua ineguagliabile disponibilità: i suoi rifornimenti nei lunghi del fine settimana rappresentavano una manna dal cielo;

Chiara, per il suo entusiasmo e lo sprone ad inseguire il sogno;

Nicola, per averci creduto fin dal principio diventando compagno di pazzia e di fatica;

Mathias e Aline, per la condivisione della preparazione, del pre-gara e dell’entusiasmo post maratona;

Manlio Gasparotto, per l’esempio della sua storia e per l’incitamento ricevuto attraverso il suo blog;

Orlando Pizzolato, per aver creato e messo a disposizione di tutti tabelle che permettano anche a principianti della corsa di farcela;

il Centro Parmense Riabilitativo, per le cure che ha dato al mio povero ginocchio;

gli amici, tutti quelli che si sono fatti vivi prima e dopo la maratona, per il piacere di sentirli interessati;

gli amici del blog, per il sostegno incredibile ed inaspettato;

Linus e Aldo Rock, con il loro racconti su Radio Deejay, per aver fatto nascere in qualche parte di me la voglia di affrontare la sfida;

gli scettici, con i loro “ma sei matto? Non ce la farai mai!”, per la spinta che incosapevolmente hanno dato alla realizzazione di questa impresa;

me stesso, per averci creduto sempre e non aver mollato mai.



Come una star

16 novembre 2007
Posted by Daniele

Emoziono le persone... Sono citato dalla Gazzetta...

Ed ora mi metto anche a dare interviste...

Mi starò mica montando la testa? :-)



Maratona & New York: pensieri

14 novembre 2007
Posted by Daniele


Un grazie a Nicola, fidanzato di mia sorella, che mi ha seguito in questa pazzia. Abbiamo fatto diversi allenamenti insieme e anche per lui è stata la prima maratona, portata a termine alla grande. Grazie per avermi seguito.

Mathias e Aline: nei mesi ci siamo letti i reciproci blog ed abbiamo vissuto parallelamente la preparazione. A New York ho scoperto due ottime persone con cui è stato piacevole condividere l'avventura ed anche la scoperta della città. Grandi!

Manlio Gasparotto: il giornalista della Gazzetta parla ancora di me. E che belle parole che dice. Ormai sono una star... :-)

La medaglia: appena passi il traguardo ti infilano la medaglia. E non te la togli più fino al giorno dopo. Che spettacolo la sera ed il giorno seguente girare per New York con quel "trofeo" visibile. E' tutto un congratulations da gente che non ti conosce...

New York: impressionante lo slancio verso l'alto, i taxi, il rumore di clacson e sirene, il traffico. E' stata la mia prima volta in una città americana e devo dire che è forte la differenza con le città europee a cui siamo abituati. Lo so, dico banalità, però l'assenza di una piazza, di un centro storico, di chiese disturbano quasi l'occhio. E' un susseguirsi frenetico di persone. I marciapiedi come luoghi di affollamento di gente in movimento sempre.

Central Park: una città verde nella città. Si sa che è grande. Ma cavolo, quanto è grande! Per me rimarrà poi sempre il luogo in cui termina la Maratona. Splendida la vista dei grattacieli dal Reservoir.

Metropolitana: che brutte le stazioni della metro. Piastrellate di vecchio e senza scale mobili (che per un reduce dalla maratona comportano una maledizione ulteriore). E anche mal segnalate in superficie. Con cambi di linea sulla stessa stazione che a volte ti costringono ad uscire in strada e poi rientrare... Mah...

Ground Zero: che tristezza. Ci sono ancora ruspe che lavorano. Ma non per la ricostruzione, ancora per sistemare il disastro. Intorno ci sono grattaceli altissimi e pensare che le Torri Gemelle erano il doppio di quei grattaceli. Dovevano essere una cosa impressionante. Come impressionante è quel vuoto. Riprovevoli i venditori di foto degli aerei in collisione (ci sono anche quelli che girano).

Times Square: visto e rivisto in tv centomila volte, ma ti impressiona. Una specie di Luna Park di luci, uno spreco di energia immane, ma anche uno spettacolo visivo strepitoso.

Supershuttle: una specie di taxi collettivo che ti porta da e per Jfk (comodissimo ed economico). Un'esperienza. Da raccomandare i guidatori, non adatto a deboli di cuore...

Great job, Daniel

10 novembre 2007


Ecco il racconto di quella che per me rappresenta un'impresa: correre e concludere la Maratona di New York. Ad inizio anno l'avevo definita una pazzia, il primo allenamento di marzo con i miei 5 minuti di corsa lo confermava, il problema e lo stop forzato dell'ultimo mese e mezzo lo sottolineava ancora. E' stata un'impresa! E ne sono orgoglioso!

Ho vissuto emozioni incredibili che provo ora descrivere, spero riuscendo a farle trasparire per quello che realmente sono state.

Antefatto: la Friendship Run di sabato 3 novembre. Avevo deciso che non avrei corso se non dopo lo sparo di cannone del via della Maratona. L'ambiente newyorkese mi fa cambiare idea. Decido di partecipare, corricchiando, alla corsetta di 3 km del giorno prima alla quale prendono parte i partecipanti internazionali. L'atmosfera è bellissima, colorata, con tante persone travestire con i colori tipici dei propri Paesi. Corro. E faccio male. Il ginocchio mi fa male. Al pomeriggio avevo anche difficoltà a scendere le scale. Una botta al morale tremenda. Come cavolo potrà andare il giorno dopo? Mi preparo mentalmente al peggio.

Domenica 4 novembre 2007: è arrivata. E' il giorno che attendevo da mesi. Ci siamo. Sveglia alle 4 e 45. Colazione in camera d'albergo con le cose comprate al supermercato e la marmellata della mamma portata dall'Italia. Alle 6 c'è la navetta che ci porta al mitico Ponte Verrazano. Migliaia di persone ben distribuite ai piedi del ponte (andremo sopra solo dopo lo sparo di cannone), si prende un po' di freddo, si beve caffè caldo e si mangiano bagels (offrite con un vigore pazzesco dai volontari).

Alle 10:10 lo sparo di cannone. Penso che si parta tutti invece dobbiamo aspettare. Fanno partire a scaglioni di 1000. E il mio gruppo avrà via libera sul ponte più o meno un quarto d'ora dopo lo sparo. L'emozione è forte. Sono sul Verrazano Bridge, a casa staranno guardando la televisione che lo inquadra dall'alto, pensandomi, e io sono lì in mezzo a tutta quella gente a godermi i primi metri della New York Marathon. E sono così:



Lo dico anche nel video. Quel deficiente del ginocchio mi fa male. Ho anche i battiti del cuore molto alti. Ma la gioia di essere lì supera tutto. Vado, corro, corro. Il dolore aumenta ma rimane sopportabile. Dopo poche miglia inizia subito lo spettacolo della folla. Il calore della gente è assordante. Metter il nome sulla maglia è la cosa più intelligente che potevo fare. Basta mettersi ai lati della strada e ricevi centinaia di incitamenti di gente urlante il tuo nome, i bambini che ti chiedono il cinque. Sei fresco, sei euforico, sei un tutt'uno con la gente. La prima ora va via così, senza accorgertene, sommerso dall'entusiasmo di ciò che ti circonda.

Ho sempre i battiti un po' alti, rallento. Dopo il primo passaggio ai 5 km il dolore al ginocchio incredibilmente diminuisce. Penso, ma che sta succedendo? Miglioro! Sto quasi bene, ho un fastidio ma non è dolore. Mi sembra quasi un miracolo. Mi faccio trasportare dalla gente, ogni tanto mi nascondo a centro gruppo, poi vado ai lati a prendermi la mia dose di incitamenti. Go Daniel! Italia! Corro.

L'ingresso a Brooklyn è strepitoso. Strade più strette, curve, gente ovunque. Complessi che suonano dal vivo. Ne troveremo centinaia durante il percorso. E ti davano una carica! Quando passo ai rilevamenti posizionati ogni 5 km penso alle mail che partono. Penso ai miei familiari. Penso all'entusiasmo che quelle mail porteranno.

Sto bene, buone sensazioni. Decido che comunque non devo esagerare con la corsa. Sono comunque fermo da un mese e mezzo e ho quel problemino lì alla gamba. Decido che un po' prima delle 2 ore, in prossimità di un rifornimento (così finalmente riuscirò a bere tutto il contenuto del bicchiere.. è un casino bere dal bicchiere correndo) farò il primo tratto a passo. Dopo 1:40 dal via faccio 3 minuti a passo. Riprendo fiato, bevo. Ripenso alla magia del posto: non ci credo, ieri pensavo di doverla fare tutta a passo e la sto correndo.

Riprendo la corsa, adesso la gente è più diraradata. E la gente mi chiama anche se sto al centro della strada. Mi giro, alzo il pollice, un sorriso e via. Corro più o meno fino a metà gara. E poi inizio un'alternanza passo/corsa. Inizio a sentire la fatica, il dolorino al ginocchio ogni tanto torna più forte e mi sembra più saggio proseguire alternando. Comunque sto bene. Avrei messo la firma per arrivare a metà percorso così:



Nel video mi sbaglio anche, dopo quel ponte non si va a Manhattan, ma al Queens... Si vede che mente iniziava già ad annebbiarsi... :-)

Da quel punto si inizia anche ad intravedere in lontananza il temibile Queensboro Bridge. Lo vediamo, con le teste delle persone che lo stanno percorrendo. Vediamo la sua inclinazione, la sua salita. E psicologicamente non è di aiuto. Fra un po' ci arrivo e dovrò fare quella salita. Quella sì che porta a Manhattan. Quella si sente. E' temuta. Fra poco ci sono.

Nel Queens c'è meno gente. Meno calore. E correre senza incitamenti è davvero un'altra cosa. Abituati quasi al tifo da stadio sento la diversità. Ma dura pochi km. Ho anche qualche brivido di freddo. Ma poi passa. Arrivo al Quennsoboro Bridge, penso e decido di farlo a passo. Mi sembra la cosa migliore. Daniele, non esagerare mi dico. Ed eccomi qua:



La discesa del Queensboro è da brividi. In fondo c'è una curva secca a sinistra con una marea di gente. Non si può descrivere, si sente il boato della gente. E' una scarica di forza. Arrivi giù in mezzo al boato. Riprendo a correre, strade larghe, transennate e gente ovunque. Ora è tutta dritta, si percorre la First Ave fino al Bronx. Siamo ormai intorno al 26mo km. E dopo un km inizia per me una parte molto dura.

Ho problemi a correre, devo andare a passo. Ho freddo. Ho un casino di freddo e penso "con questo freddo come faccio ad andare avanti?". Avrei voglia di una felpa. Ho anche fame. Sento un forte bisogno di mangiare. Il pubblico ogni tanto offre qualcosa. Osservo bene la gente. Ricevo tanti incitamenti "go, Daniel", faccio fatica anche a sorridere alle persone. Cerco da mangiare. Finalmente prendo una banana da una ragazza. A me le banane piacciono un po' acerbe. Questa è molto matura. Ma è la banana più buona che ho mangiato negli ultimi anni... :-) Ci voleva proprio quella banana! Continuo ad avere freddo.
Bevo con calma. Prendo gli zuccheri dell'Enervit che mi ero portato. Continuo ad andare a passo. Ormai sono 2 km che vado al passo.

Intorno al trentesimo km sto meglio. Mi sento pronto a ripartire. Riprendo a correre. Vado bene, il riposo ha fruttato. Le sensazioni sono buone, sono ripartito. Go, Daniel!

Ma... Dopo 3 km di corsa, sul ponte che ci sta portando al Bronx. Il ginocchio va out. Il dolore ritorna forte, sempre più forte. Mi costringe a fermarmi. Mi massaggio il ginocchio, gli parlo "per favore no, non adesso". Mi fa molto male. Sto fermo. Provo ad andare a passo, ma mi fa male anche così. Me la vedo nera.

Un po' di minuti di "panico". Riparto a passo, ma mi fa male. Arriva un ragazzo con la gamba sinistra fasciata all'altezza del ginocchio e sta andando a passo veloce con la gamba fasciata stecca, senza fletterla. Andiamo insieme un po'. Uniti dallo stesso problema. Scambiamo due chiacchere. Poi lui va, aveva affinato la tecnica penso ed andava più veloce di me. Vado per un po' così, di fatto con una gamba sola. Poi piano piano inizio ad usare anche la sinistra. Il dolore rimane forte ma mi permette di andare bene a passo. Capisco che dovrò chiudere così, fare gli ultimi 10 km al passo. L'importante è che mi permetta di arrivare alla fine, chi se ne frega se non posso correre! Così però posso arrivare!

E lì inizia la mia maratona passeggiando, calcolo quanto potrò metterci a quella andatura. Mi godo il Bronx e poi Harlem. I suoi edifici diversissimi da Manhattan. I gruppi di neri che cantano. La gente festante e che incita ancor di più quando ti vede in difficoltà. Più o meno da questo punto inizia ad arrivare un incitamento nuovo: good job, Daniel. Great job, Daniel. Arrivati fin lì per la gente ce l'hai fatta. Sa che arriverai in un modo o nell'altro al traguardo. Ed hai fatto una gran cosa. Great job, Daniel. Quante volte l'ho sentito!

Ogni tanto riprovo ad accennare la corsa. Impossibile. Due falcate ed il dolore è subito fortissimo. Niente devo andare così. In certi momenti il mio passo veloce superava gente "scoppiata" che correva. Ma comunque era un andatura a passo e più di 6,5 km all'ora non andava. Mi rendo conto che così, magari allungando alla fine potrei stare dentro le 5 ore e 30. Sarebbe eccezionale. Go, Daniel!

E con il mio passo arrivo a Central Park, sembra finita ma mancano ancora 4 km. L'arrivo a Central Park potrebbe ingannare, pensi che hai finito però non è così... Passo veloce, passo veloce. L'ultimo rettilineo, lì la gente ti sommerge di good job, great job. Sento anche diversi italiano che finalmente pronunciano il mio nome intero: vai Daniele! Ormai sei arrivato! Vai! Non si può immaginare la carica che danno gli incitamenti. Ormai ce l'ho fatta, ripercorro mentalmente le fatiche degli ultimi mesi, da dove sono partito, mi guardo intorno estasiato, sono a Central Park e sto finendo la Maratona di New York! Sono così:



Si vede, sono anche emozionato. Il video lo devo fare due volte perchè c'è un italiano che vedendomi con la macchina fotografica vuol farmi la foto a tutti i costi e non capisce che mi sto filmando. Mi prendo tutte le emozioni e i brividi di quei momenti finali. E' impareggiabile ciò che si vive.

Al ginocchio ormai non penso più. Avevo già deciso che, a dispetto del dolore, avrei finito correndo. Guardo il mio tempo. Se corro potrei farcela entro le 5 ore e mezzo. Paradossalmente sono fresco, ne avevo ancora da dare. Inizio a correre, l'adrenalina è a mille. E mi godo il mio, meritato, trionfo in mezzo alla musica:



I'm a New York Marathon Finisher

06 novembre 2007

5 ore - 30 minuti - 57 secondi


Il tempo del sogno compiuto. Una emozione ed una esperienza incredibile lunga 42,195 km. 

Al ritorno in Italia il racconto completo... Sono la felicita fatta persona. :-)

P.S.
Un grazie sentitissimo a tutti coloro che sono passati di qui. Non potete capire come faccia piacere leggere e sapere di essere stato cosi seguito.

Fatica/8

31 ottobre 2007


Ci siamo. Ultimo post prima della partenza. Il titolo è lo stesso di tutti quelli mensili precedenti. Ma il contenuto, purtroppo, diverso dagli altri. Non parlo di corsa, di km, di tempi. Niente di tutto ciò, come si sa questo mese è stato occupato dalla cura del mio ginocchio.

Ormai ho superato lo shock iniziale, ho metabolizzato il fatto di aver dovuto interrompere forzatamente una preparazione che fino a quel momento aveva seguito senza intoppi la tabella prestabilita. Mi sono rassegnato al fatto di dover affrontare la mia prima maratona della vita con un allenamento non adeguato. Ma è andata così e non ci posso fare niente.

Allora, domani si parte. Quasi non ci credo, domani sera mi addormenterò a New York. Tra l'altro è il mio primo viaggio oltre oceano. Mi sto immaginando come sarà essere fisicamente a New York. Vivere la città durante questo evento mondiale. Partecipare alle manifestazioni pre gara. Tutti mi hanno parlato di un qualcosa di unico e non vedo l'ora di essere parte integrante di questo qualcosa di unico. Che adrenalina addosso...

Per la cronaca, la gamba non sta ancora bene. Ho ancora fastidio. Ma anche così viene con me sul Ponte Verrazano (e questa è l'unica certezza). Non mi sembra vero, tante volte ho visto la partenza alla tv, quella marea di gente su quel ponte: quest'anno ci sarò anch'io! E poi, qui viene l'incerto, con un antinfiammatorio, la mia forza di volontà, l'entusiasmo, la fatica, con la corsa e un po' di passo la speranza è arrivare in Central Park e tagliare quel traguardo dei 42,195 km. In fondo:


8 mesi di allenamento

85 uscite

90 ore di di corsa

850 km percorsi



A qualcosa saranno serviti? Ora manca "solo" questo:






E me lo dico da solo:

vai Daniele!





My New York Marathon live/2

27 ottobre 2007

Problema tecnico. Il sito permette di inserire solo 5 indirizzi mail a cui inviare le news sui passaggi ogni 5 km. Grazie a Mathias con un'idea "geniale" abbiamo ovviato.

Allora, ho creato una nuova casella di posta elettronica alla quale far arrivare le mail con i passaggi.

Vi comunico i dati con cui accedere e chi vuole, quando vuole, a partire dalle 16 di domenica 4 novembre può vedere cosa sto combinando.


Per accedere alla casella di posta elettronica è necessario:

--> cliccare QUI

--> inserire Nome Utente: danielemaratona

--> inserire Password: passaggi

ed avrete accesso alle informazioni in tempo reale sulla mia Maratona di New York.


My New York Marathon live

25 ottobre 2007



C'è qualcuno così affezionato alle "sofferenze" dell'autore di questo blog a tal punto dal voler sapere in tempo reale se riuscirà a portare a termine la Maratona di New York?

Il sito ufficiale della Maratona mette a disposizione un servizio di alert per informare via mail dei passaggi dei partecipanti ogni 5 km.

Se qualcuno vuol ricevere la mail dei miei passaggi è sufficiente comunicarmela e l'inserirò nella lista. E così saprete in tempo reale del successo/disfatta...

La maglia

20 ottobre 2007
Posted by Daniele


Il sottoscritto non è pronto... Ma intanto è pronta la maglia...



Non mi alleno più

14 ottobre 2007

Mi fa male. Punto.

2 settimane di terapia (un'ora e mezzo al giorno fra laser, esercizi ed elettrostimolatori vari) non hanno risolto il problema. Martedì e mercoledì abbiamo fatto alternanza passo/corsa sul tapis roulant. Giovedì corsa continua e il fastidio che permaneva si è trasformato in dolorino durante la corsa e nel post corsa.

Credevo di interrompere la corsa ma il fisioterapista mi ha detto che è normale e bisogna comunque pian piano continuare a correrci per abituare il fisico a tenerlo pronto per uno sforzo prolungato come quello di una maratona.

Ieri 40 minuti di cui 30 a corsa e 10 a passo ma niente. Corro con il dolore. E così non vado lontano.

Adesso la terapia la decido io. Non me ne frega più niente di allenarmi. Non voglio più sentire il fastidio al ginocchio. Non voglio correre con il dolore al ginocchio. Mancano 3 settimane voglio solo guarire e non ci voglio correre sopra. Basta.

Poi vado a New York con un allenamento che si è concluso il 23 settembre. E vediamo cosa succede. Punto.



Desiderio

13 ottobre 2007
Posted by Daniele

Si può desiderare di correre per 3 ore?

Ebbene, oggi il regalo più grande sarebbe quello di poter fare una bella corsa di 3 ore.

Invece mi devo accontentare di 40 minuti alternati fra passo e corsa con il terrore che il ginocchio decida di farmi male... che palle!

Anche la Gazzetta....

04 ottobre 2007
Posted by Daniele

... parla del mio ginocchio. Il mondo del running è in ansia e il giornalista Manlio Gasparotto, con l'aiuto del Dottor Tavana, è dovuto intervenire rassicurando sulle mie condizioni.