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Un fantastico zig zag

17 luglio 2011
Posted by Daniele


Domenica scorsa è stata la giornata della British 10k London Run e come si poteva facilmente immaginare è stata una bellissima festa della corsa!

La partecipazione è stata massiva... 25.000 persone! Di tutti i tipi, età, abbigliamento, stazza.. Ce n'era per tutti i gusti e si respirava una grande voglia di correre in spensieratezza in un tracciato cittadino davvero bello e suggestivo.



Alla partenza "leggero" ingorgo... Un muro impressionante di persone che lentamente, passo dopo passo faticosamente arrivavano alla linea dello start per liberare così tutta l'attesa. Ma da lì, bello, bellissimo avere le strade di Westminster, Piccadilly, Embankment ed arrivo di fronte a Downing Street.

L'unico problema era dato dal fatto che proprio la gente era tanta e quindi era un continuo zigzagare senza la possibilità di prendere un ritmo, ma anzi stando ben attenti a non investire qualcuno (in diversi andavano a passo).

Ma una volta capito che non era corsa per cercare un qualsivoglia tempo (ma tanto io ormai non ho particolari velleità) è subentrata la sola gioia di godere di un panorama ed un contorno fantastico. Con tutta calma ci ho messo 51:10 ma sembra anche che io abbia percorso 10,43 km...



Anche Londra quindi messa in archivio. Prossima tappa la mezza maratona di Stoccolma a settembre!

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13 febbraio 2011

17 febbraio 2011
Posted by Daniele

Hyde Park, London

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English tracks

30 marzo 2009


Dopo dieci giorni fra Londra, Plymouth, Exeter ed il sud dell'Inghilterra eccomi di nuovo in Italia. Stavolta ho avuto modo di osservare meglio certe cose, ho avuto più tempo rispetto al normale scorrere delle giornate di un turista. Mi sono guardato meglio intorno e riassumo qui qualche pensiero dalla A alla Z.

A – Autista dell'autobus. Che strano, quando si scende lo si saluta e gli si dice Thank you. 


B – Barbican. Il quartierino sul mare di Plymouth, molto carino, con diversi locali racchiusi in strade intorno al porticciolo dove mangiare con musica dal vivo o bere litri di birra in compagnia. Very nice.


C – Covent Garden Market. I biscotti caldi al cioccolato che si mangiano in una mini pasticceria ad un angolo del Covent Garden Market sono un qualcosa di favoloso. Come rinascere improvvisamente.


D – Delusione. Ma quanto è maledettamente difficile comprendere un madrelingua inglese? Peggio se è del nord dell’Inghilterra? 


E – Educazione. Ho trovato molte contraddizioni che fatico a comprendere. Si passa dal ringraziamento all’autista dell’autobus quando si scende al ruttare in pubblico, dall’uso richiesto ed indispensabile del please al gettare lattine e carte per terra senza alcuna cura. Mah…


F – Fish and chips. Non si può evitare di mangiarne. Però ogni tanto ci sta anche bene.


G – Gap. Ed anche una bella magliettina da Gap non manca mai, carino, economico e soprattutto non c'è in Italia... :-)


H – Hotel. Ne ho già parlato. Dopo esserci stato posso solo dire absolutely fantastic!


I – Insulti. Un giorno ne ho presi un po’, il più simpatico dei quali è stato “Do you want to see your blood?”, da parte di un inglese mezzo ubriaco che pensava avessimo parlato male di lui in italiano. Non è stato un bel momento, ma sangue freddo, calma e l’evitare qualsiasi reazione ha fatto sì che rimanessi incolume…


J – Jade. Tabloid, giornali, telegiornali hanno dedicato un enorme spazio al decesso della star del Grande Fratello. Ma che dire quando ho saputo che anche Gordon Brown è andato al suo funerale? Per noi incomprensibile.


K – Passo...


L – Londra. Sempre affascinante. Visitata con il sole e senza aggirarsi stavolta nei luoghi noti e conosciuti da tutti è stata ancora una bella sorpresa. Da tornarci e ritornarci.


M – Mussolini. Per presentare il congresso del Popolo delle Libertà il Times ha pensato bene di sparare un titolo a pagina intera così: gli eredi di Mussolini si uniscono al partito di Berlusconi. Il che poi è anche vero, ma pensare che all'estero scrivano così e mettano l'accento su un qualcosa che ormai è lontano ci si rimane un po' male.


N – Natalità. Ho visto un sacco di ragazzine con passeggini e bambini. Da noi è strano. Dove sono stato non mi sembra abbiano problemi di natalità, forse hanno problemi di informazione su come evitare una gravidanza precoce.


O – OK. Are you ok?


P – Persone. Guardando le persone per strada era impossibile capire in che stagione si era. Per me era inverno, per molti era estate. Tante persone anche di sera a maniche corte (con 2 o 3 gradi fuori!). Per non parlare dei vestitini succinti e ridicoli delle ragazze mezze nude il venerdì e sabato sera morte dal freddo.


Q – Quiz. Una sera siamo stati ad un pub dove si giocava al The quiz. Un tipo con parrucca e microfono faceva domande e varie squadre che si formavano intorno al tavolo dovevano rispondere. Come sentirsi una sera di fronte a Mike Bongiorno.


R – Runners. Per chi corre è un piacere stare da quelle parti, ad ogni ora ed in ogni parte si vede sempre qualcuno correre.


S – Starbucks. Sì, lo ammetto, I love Starbucks. Non tanto il suo caffè (ma tanto la sua tazza), ma la sua atmosfera, il tuo poter essere nessuno perso fra altri per tutto il tempo che vuoi. Sì, all’estero Starbucks per me è ormai un must.


T – Taxi. Come quello che mi ha portato per 350 km dalla stazione all’aeroporto di Gatwick. Incredibile. C’era un guasto ad un tratto di linea ferroviaria, il treno che dovevo prendere è stato cancellato e le ferrovie mi hanno offerto in sostituzione un taxi fino all’aeroporto. Pazzesco.


U – Unbelievable. Cosa? Beh, non devo dire proprio tutto. Cmq, sì, incredibile!


V – Verde. Il prato inglese non è un'invenzione. Esiste davvero. Spettacolari.


X - Passo...


W – Well. O meglio, as well, ho notato che lo usano molto e mi piace molto. Quando posso ce lo piazzo.


Y – Yes, sir. Ma quanto è figo sentirsi rispondere così? :-)


Z – Booohhh. Un po' ci ho pensato, ma con la Z non mi viene niente... :-)


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Londra

10 giugno 2008
Posted by Daniele


Tre giorni che ci volevano. In cui ho cercato, pensato, vagato, contemplato, mi sono riposato e stancato. Sospeso, senza pressioni, senza tempo. In un contesto bellissimo.

Londra mi piace, avevo voglia di tornarci per vedere posti che ancora non avevo visto (La Cattedrale di St. Paul, la City fin sotto il grattacelo a proiettile, il Tate Modern, Camden Town) e godere di nuovo di alcuni scorci magnifici.. Ho fatto tutto quello che volevo fare e senza affanni.

Il lungo Tamigi di South Bank, bellissimo.


La Cattedrale di St Paul e un bel giro nella City.


E per un amante dell'arte moderna come me poteva mancare una visita al Tate Modern? Arrivandoci dal Millennium Bridge?



E poi la sera Piccadilly Circus e da lì a piedi fino a Trafalgar Square, poi giù verso Westminster per godermi un altro tratto di lungo Tamigi. E poi metro fino a Tower Hil per raggiungere il Tower Bridge illuminato. Magnifico. Come la foto in alto, mi sono uscite delle foto del Ponte strepitose. Ci ho rimesso un ombrello, che con il vento mi si è distrutto, ma ho colto davvero un Tower Bridge spettacolare.

E l'ultimo giorno ho scoperto Camden Town. Strana, diversa, particolare. Quanto è particolare!


E per chiudere relax a Green Park, sole e musica sullo sdraio prima di tornare in Italia.



Ultimi pensieri sulla corsa. Sono rimasto davvero colpito dalla gente che corre. A south bank il primo giorno alle 9 e mezzo / dieci di sera pioveva ma c’era sempre qualcuno che mi passava correndo.. per non parlare nella City… Un via vai di runners, sfrecciavano ovunque. E quindi... Sto pensando a Londra 2009! Certo, ci sono un po' di problemi da risolvere: la fisioterapia da fare, il fatto che una maratona in primavera costringe ad allenarsi tanto di inverno (a Milano... aiuto!). Però l'idea mi sta balenando. Chissà...

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La corsa ad Hyde Park

07 giugno 2008
Posted by Daniele


Martedì doveva essere il giorno della corsa ad Hyde Park e così è stato. Martedì è stato anche l'unico giorno di pioggia che ho incontrato nel mio "tour britannico". E che giorno di pioggia! E' venuta giù per l'intera giornata! Ma io non avevo scelta, o saltare la corsa o andare con la pioggia!

Non ho dubitato un solo istante: si va anche se piove! Anche se il tempo è freddino e si tornerà zuppi fradici, ma il parco è lì che mi aspetta, so che ci saranno altri "pazzi" come me e so che sarà bello ugualmente.


Dopo una giornata da turista, con quindi sulle gambe credo almeno 7/8 km a piedi, intorno alle 6 esco a prendermi la pioggia in direzione Hyde Park. Attendo che il Garmin si colleghi al satellite, cammino, faccio un po' di stretching e poi inizio a correre.
Mentalmente non mi ero dato un obiettivo di tempo o di chilometraggio, mi ero detto che strada facendo, sentendo le sensazioni, avrei deciso cosa fare e quanto fare.

Partito abbastanza veloce (cmq il Garmin il primo km deve tararsi... perchè non è credibile che abbia fatto il primo km a 4:37), gli occhi scorgevano luoghi nuovi, il ritmo era buono, la fatica era relativa.

Arrivato a costeggiare il laghetto la percezione della grandezza e della bellezza del posto era totale. Nel frattempo incrociavo diversi runner ed il saluto in una giornata così piovosa era d'obbligo! Arrivato all'estremità opposta del parco (dalle parti dello Speaker Corner) ho iniziato a sentire un po' la fatica. La pioggia non cessava di cadere, il passo si appesantiva e iniziava la parte di "tenuta". C'è sempre un momento in cui le sensazioni non sono buone, ma devi resistere, tenere, soffrire, sperando che tornino quelle buone.

E così è stato. Dopo un paio di km ho ripreso forte, sempre più forte. La pioggia non la sentivo, ma sentivo solo il desiderio di correre in un posto spettacolare, in una circostanza unica, da godere fino in fondo. Da osservare per farla rimanere impressa in te.

E, con il ritmo sempre forte, decido di fare 1 ora e 30. E lo faccio percorrendo 17,50 km, cioè alla media di 5:07 al km (anche se considerando il primo km sballato quella reale è un po' più alta).



Il parco ha fatto da doping. Mi era successa una cosa simile anche a Parigi. I posti a volte sono magici e la magia ti fa fare cose che in condizioni normali non faresti.

Non ero mai uscito sotto la pioggia. Non avevo mai tenuto per così a lungo quei ritmi. Ma non avevo ancora mai avuto modo di vivere una corsa ad Hyde Park...


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