Un Blogtrotter in giro per l'Europa
19 marzo 2009
Domani parto, e non vedo l'ora, per l'Inghilterra dove starò una decina di giorni.
Un salutino veloce a tutti... Ed un piccolo annuncio: mi sono iscritto alla 10 km Champions Run di Berlino che si terrà il 22 agosto durante i campionati mondiali di atletica leggera, con un percorso interamente nel centro città (partenza ed arrivo alla Porta di Brandeburgo) sulle stesse strade della maratona mondiale.
A risentirci al mio ritorno da oltremanica quando sarà anche il momento, dopo due mesi, di tornare a correre.
Bye!
P.S.
Ieri sera ho visto Gran Torino: un film meraviglioso.
Into the wild
18 febbraio 2009
Con oltre un anno di ritardo ho finalmente visto "Into the wild". Me lo aveva consigliato una mia amica avvisandomi con un sms subito dopo averlo visto in lingua originale in un cinema di Dublino (in Italia non era ancora uscito e avremmo dovuto attendere ancora qualche mese), era certa che mi sarebbe piaciuto.
Qualche sera fa me lo sono visto. E' un bellissimo film, che nasce da un disagio, da un mancata accettazione della società moderna che porta il protagonista (Chris) alla decisione di fuggire, alla ricerca di una libertà estrema.
Mi piace come è stato posto il racconto, come è stato montato il film (in pratica suddiviso in 5 distinti capitoli), mi piacciono gli inserimenti delle voci narranti quando della sorella di Chris, quando di Chris stesso.
Ci sono molte citazioni, molti spunti. Ed anche una colonna sonora incredibile (ascoltate la meravigliosa canzone che ho postato sotto).
Mi è piaciuta molto la sensibilità con cui è stata raccontata la storia - vera - mantenendo un equilibrio, senza far sconfinare il racconto verso la condivisione di una scelta o comunque la sua giustificazione.
Il contorno visivo che ti offre il film è incantevole, scorci di natura meravigliosi, con inquadrature e panorami stupendi (e qui ho apprezzato davvero la possibilità di vederlo in HD).
Concludo con ciò che è stato ritrovato scritto da Chris in uno dei libri che era solito leggere: happiness is real only when shared (la felicità è autentica solo quando è condivisa). E già...
“First track” e “può una canzone sembrare un film?”
29 gennaio 2009In questi giorni sto ascoltando il nuovo album dell’impareggiabile Bruce Springsteen. E sto facendo una grandissima fatica ad andare oltre la prima canzone, Outlaw Pete. E’ talmente bella, sorprendente, che la reazione più naturale alla sua conclusione è quella di farla reiniziare da capo.
E da qui la prima parte del post “first track”, e cioè con la mente è stato anche un ritornare ad altri cd, altri album che mi hanno bloccato, colpito fin dalla prima traccia. Ho ripensato a quando ho sentito per la prima volta la prima traccia di Joshua Tree (Where the streets have no name), la prima di Ok computer (Airbag), la prima di Alchemy (Once a time upon in the west)... Tutte sorprese, piacevoli sorprese che ti catturano già al primo ascolto. Vi è capitato? Quali sono le vostre indimenticabili first track?
La seconda parte del titolo dice “può una canzone sembrare un film?”. Sì, può. Outlaw Pete è un film. E’ uno straordinario film musicale. Ti sembra tale quando l’ascolti, anche senza capire una sola parola. E’ ancor di più se ti guardi il testo e te lo traduci.
E’ una canzone che crea un’atmosfera cinematografica, ha un che di epico, otto minuti di esplosioni e rallentamenti, riporta a The river, a Incident on 57th street, a Rosalita... E ciò che racconta racchiude perfettamente la tradizione springsteeniana di storyteller, di spaccati d’America, di situazioni familiari, di difficoltà degli ultimi (ben raccontata in un libro imperdibile per i fans del Boss: Come un killer sotto il sole).
Ecco a voi Outlaw Pete.
Grazie Bruce, ci vediamo il 21 luglio a Torino.
Romanzo criminale - La serie
18 novembre 2008"Bobby" Kennedy
19 agosto 2008
Ecco un altro post tenuto in caldo per il periodo olimpico. Voglio rievocare la figura, la breve ribalta e la tragica scomparsa di Robert Kennedy proprio in questi giorni perchè penso che Bobby Kennedy sia stato un esempio di uomo perfettamente in linea con i valori e i principi olimpici e perchè aveva una visione del mondo speciale, che andava oltre il ruolo degli Stati Uniti.
Il suo modo di porsi, il suo stile e ciò che diceva potevano rappresentare molto per l'epoca e per il futuro del mondo. Ma purtroppo anche lui si è dovuto arrendere alla follia omicida.
Tempo fa ho visto un film - Bobby - che ripercorre dal punto di vista di diversi personaggi, le cui vite si intersecano con quelle di Kennedy, l'ultimo giorno di vita del senatore. Il film in sè, nonostante un cast stellare, non è un film memorabile. Però ci sono spezzoni interessanti e soprattutto un finale struggente con le immagini dell'assassinio e la voce di Bobby in un discorso straordinario. Eccolo:
"Ci sono persone che guardano il mondo e si chiedono perché. Ce ne sono altre che guardano il mondo sognando come dovrebbe essere e si chiedono perché no." Robert Kennedy
Babel
13 agosto 2008
In tempo di Olimpiadi, dove le culture, le nazionalità, le caratteristiche dei popoli si mischiano voglio parlare di un bellissimo film - Babel - che si sviluppa su piani e luoghi diversi (Marocco, Stati Uniti, Messico e Giappone). Ma di una diversità e lontananza apparente.
Lo stile di regia è simile a Traffic o 21 Grammi. Un po' lento, ipnotico, con anche alcune scene senza audio. Ma efficace, almeno per me.
Stralci dall'ottima scheda di Wikipedia:
Una coppia americana segnata dal dolore della morte del loro figlio, una famiglia marocchina, una badante messicana e una famiglia giapponese, tutti accomunati dal senso tragico del mondo. Il regista traccia così la sua visione del mondo, cruda, desolante e violenta, fatta di contrasti e di sbagli destinati a stravolgere la stessa vita di un uomo.
La stupidità come motore propulsore di danni irreversibili, piccole cause per grandi effetti.
Ma in questo teatrino dell'incoscienza tutti vengono assolti, non esistono assassini, siamo tutti delle vittime, così i due fratelli marocchini così la badante messicana. Non c'è nessuna volontà di ferire, di far male, la sofferenza è ineluttabile in Babel. La sofferenza è il vero protagonista del film. Una sofferenza tragica, imprevista, senza senso che trascina tutti nel baratro della solitudine.
Un film struggente, malinconico, a tratti deprimente ma allo stesso tempo delicato e speranzoso, sicuramente un film che lascia il segno.
Il Profumo : libro + film
06 maggio 2008

Sull’aereo di ritorno da Vienna ho finito di leggere “Il profumo”. Da tanto lo volevo leggere e devo dire che la lettura mi ha ripagato dell’attesa. Prima di iniziare la storia non conoscevo la trama, sapevo solo che aveva come protagonista un personaggio dall’olfatto formidabile.
Ben presto Jean Baptiste Granouille ha catturato la mia attenzione e la sua parabola immersa negli odori, nella fantasia, nell’irrealtà è stata coinvolgente. Alcune pagine aprono degli squarci sublimi su elemento olfattivi sui quali mai prima d’ora avevo avuto modo di soffermarmi. Sinceramente, neppure mai mi era capitato di pensare al mestiere di profumiere e all’arte della creazione dei profumi. Ho trovato quindi spazi in ambiti nuovi e sconosciuti.
Invece anche il film mi è piaciuto. Certo, alcune parti del libro non sono state riportate, alcune sono state modificate, ma in buona sostanza il film è stato fedele al libro ed ha saputo ricreare l’atmosfera giusta.
Consiglio a tutti l’accoppiata libro – film!
"Voleva essere il Dio onnipotente del profumo, così come lo era stato nella sua fantasia, ma ora nel mondo reale e regnando su uomini reali. E sapeva che ciò era in suo potere. Poichè gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poichè il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini."
Woody Allen, Scarlett Johansson e Barcellona
10 luglio 2007
Fino ad oggi non ho seguito particolarmente Woody Allen e non sono un appassionato dei suoi film, ma dopo questa notizia già mi sta più simpatico:
Complimenti
23 giugno 2007Finalmente qualcuno ha messo su YouTube un video con spezzoni dal film "Volevo solo dormirle addosso" (a proposito, ne consiglio la visione) e posso così pubblicare un post che avevo in mente da tempo.
Mi serviva un illuminate passaggio del film. E ora c'è. Vedete il video e dopo 25 secondi inizia la parte che mi interessa e capirete che cosa voglio comunicare.
Guardate, pensate e agite. Ricordiamocene ogni tanto. COMPLIMENTI.
Crash - Contatto fisico
23 marzo 2007
Ieri sera ho iniziato a vedere quasi per caso un film su Sky: Crash - Contatto fisico. Uno sguardo veloce alla trama per capire che forse valeva la pensa continuare a vederlo.
E poi piano piano ne usciva un racconto triste, pessimista, a volte persino senza speranza. Che faceva riflettere, faceva rimanere attratto e al tempo stesso segnato dai profili dei tanti personaggi.
Oggi ho scoperto (mi era sfuggito) che è stato premiato con l'Oscar 2006 per miglior film. E non mi pare per puro caso...
Ne consiglio la visione.

