Bruce Springsteen day

26 giugno 2008


Non è stato fantastico, di più!!!!!!!! Non ho parole per descriverlo (in realtà poi nei commenti a questo post l'ho descritto...).

Ci prova Corriere.it:

Il Boss non si risparmia mai. Ma ieri ha fatto gli straordinari assieme ai compagni di avventura (su tutti Nils Lofgren). Il concerto inizia quando c'è ancora tanta luce perché il Comune vorrebbe rovinare la festa e non permette di suonare oltre le undici e mezza. Ma Bruce se ne frega, sta sul palco tre ore esatte e spegne gli amplificatori soltanto dieci minuti prima della mezzanotte. Polemiche garantite.
«Ciao Milano, fa abbastanza caldo? Con noi lo farà ancora di più», promette (in italiano) il rocker appena sale sullo scarno palco. Quasi a ripagare quelli che hanno passato la notte fra martedì e ieri fuori dai cancelli e si sono lasciati arrostire dal sole. Le prime note sono quelle di «Summertime Blues», una cover. Quindi «Out in the Street» che, senza pause (come per tutto il resto del concerto), porta a «Radio Nowhere» dall'ultimo album «Magic». Segue un tuffo negli album Anni 70. Arriva il momento del gioco con i fan delle prime file. Springsteen pesca fra i cartelli con le richieste delle canzoni del cuore. Ne porta alcuni sul palco e ne mostra uno alle telecamere. Che chiede, con un gentile please in coda, «None But the Brave». E parte quella canzone. Non è una trovata a uso e consumo dello spettacolo. Quel brano non era nella scaletta scritta a mano da Springsteen e consegnata ai tecnici all'uscita dal camerino.

Scaletta che viene rivoluzionata, eliminando un passaggio riflessivo con «Gispsy Biker» e «The River», per dare più spinta allo spettacolo. Un classico come «Darkness on the Edge of Town» fa decollare la serata, mentre la parte più delicata è posticipata verso il finale e ha in «I'm on Fire» il suo momento più intimo. Un secondo cartello-preghiera chiede «Hungry Heart»: eccola, con il Boss che canta tenendosi sulle spalle una bandiera italiana. «Because the Night» è un'esplosione di energia. Nell'introduzione di «Living in the Future» il cantante sussurra delle parole sulla «necessità del cambiamento». Da lì in poi è festa, energia, sudore e rock. Come solo il Boss sa regalare. Fino al finale con «Badlands » e i bis nei quali non mancano «Girls in Their Summer Clothes», «Detroit Medley», «Born to Run», «Dancing in the Dark». L'ultimo pezzo è un regalo a chi c'era nell'amatissimo (dal Boss) concerto di San Siro 1985: per la prima volta in questo tour una trascinante «Twist and Shout» dei Beatles.

13 commenti:

Susanna ha detto...

Buon divertimento!!!

Monica ha detto...

buona serata!!!!!!!!!

Irene ha detto...

Stradivertitiiiiiii!!! ciao ciao

Claudio ha detto...

Hey! non te ne perdi uno eh?

Anonimo ha detto...

Twist and Shout dei Beatles???? Possibile che un giornalista che scrive di musica sul Corriere della sera non sappia che si tratta di un brano degli Isley Brothers?!?

Master Runners ha detto...

Si Daniè, però due parole tue ci vogliono!

GIAN CARLO ha detto...

Twist and Shout, chi l'ha scritta avrà pure una sua importanza, ma di certo fatta dal Boss...tutti con le mani alzate... avrei pagato parecchio per esserci.

giampy ha detto...

Gli anni passano, pensi che ti abitui a certe emozioni ma non è così e non lo è stato neanche ieri sera, grazie Boss!

Daniele ha detto...

Non ho detto molto di mio perché mi giravano in testa solo aggettivi spropositati (dopo poche ore di sonno ed ancora l’adrenalina post concerto nella testa) e sarei risultato banale.

Ora, con più calma, posso dire come la cosa bella di un concerto di Bruce a San Siro (ieri, come quello in cui ero presente nel 2003) è la sensazione continua di essere parte di una sorta di evento storico. La più grande rock star della storia che si dedica per 3 ore senza risparmiare una sola goccia di sudore, anzi, volendo dare il suo massimo in ogni istante, volendo essere un tutt’uno con il suo pubblico, incentivato e partecipe ogni minuto.

E poi alcune perle che ti rimarranno impresse nella mente: “Spirit in the night” in versione nuova, “Darkness in the edge of town” da brividi, “Because the night”, “Born to run” e “Badlands” da urlare a squarciagola e lo shock finale con “Twist and shout”… E i virtuosismi musicali della e-street band… brividi, su brividi..

Spettacolo unico.

Pimpe ha detto...

la MORATTI non e' ROCK!!

Patrizia b. ha detto...

Io c'ero ieri notte, c'ero nel 2003, purtroppo non c'ero nel 1985, ma ho visto il boss nell'88 a Roma, nel 93 a Roma, nel 99 ad Assago ed avrei voluto vederne altri... Ogni volta è un'emozione diversa, ma ieri notte ho avuto la più bella esperienza tra tutti i suoi concerti. Vale la pena di venire da Cagliari anche solo per sentire Born to run, Prove it all night o per vedere una band che continua a dare tutto quello che può per vederci impazzire lì davanti e renderci felici.
La cosa più bella è che gli anni passano, molti fan invecchiano, ma molti molti molti nuovi e giovani fan si avvicinano al boss ed è bellissimo vedere che sanno a memoria canzoni scritte quando loro non erano nemmeno nati. None but the brave l'ha richiesta, se non ho visto male, qualcuno che di anni di sicuro ne aveva pochini... Grazie Bruce, grazie E-street band e grazie a Danny Federici, per esserci stato tutte le altre volte!!!

davideb ha detto...

Ciao, ti andrebbe di fare uno scambio link?
Se ti va ti prego di farmelo sapere sul mio blog.

www.crystalstreet.altervista.org

grazie mille, ti aspetto ;)

davideb ha detto...

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