
Questo tiro di Paul Scholes non solo ha escluso dalla finale di Champions il Barça ma ha fatto calare il sipario su un ciclo, su una squadra, sul Barça di Frank Rijkaard.
Nei giorni scorsi sulla Gazzetta è apparso un articolo dal titolo "La caduta dei galacticos 2" che ben riassumeva i perchè di una implosione di una squadra. Lontanissima nella Liga da un Real Madrid non trascendentale, incapace di giocare un buon calcio, offerto, quando va bene, per un quarto d'ora a partita.
Dopo lo strabiliante 2006 dell'accoppiata Liga + Champions League, il Barça non ha vinto più niente: ha perso tutte le finali disputate e ha buttato via la Liga dell'anno scorso già in tasca, un disastro lungo due anni.
E quest'anno, invece di pensare alla logica costruzione di una squadra, hanno pensato bene di ricreare un disegno, quello di assommare stelle su stelle, inseguendo il Real Madrid in un terreno che si è dimostrato fallimentare. Con i galacticos non vinci niente.
Rijkaard è stato incapace di gestire questa fase, Ronaldinho ha dimenticato cosa vuol dire fare il professionista, Henry sembra il Shevchenko triste del Chelsea, Deco si crede uno da pallone d'oro, Eto'o pensa di essere il più intelligente e sveglio di tutti. Così non si poteva andare lontano.
Ed ora sarà rivoluzione, punti fermi Messi e Bojan e speriamo di rivedere il vero Barça, magari, ho un sogno, con Lippi in panchina.