No, i Genesis no...

01 marzo 2009


Stimolato da un post del mitico Fatdaddy mi ero ripromesso di provare ad invertire il mio giudizio sui Genesis.

Visto che sono uno dei gruppi più famosi della storia e visti i consigli e le citazioni rinvenute nei commenti al post ho deciso di mettermi in ascolto e con l'orecchio ben predisposto.

Devo dire che prima di questo tentativo i Genesis per me erano poco più di un nome famoso, perchè li avevo ascoltati solo in Nursery Crime e non mi erano piaciuti. E quindi di fatto li avevo accantonati.

Selling England by the pound mi ha accompagnato così per un po' e, se tolgo la magnifica Firth of fifth, mi è scivolato addosso senza lasciare traccia. Li ho trovati ripetitivi, quasi concilianti il sonno, senza sussulti. Ebbene sì, noiosi.

Ora, pur consapevole che sto dando una piccola delusione a qualcuno ed ancora più consapevole che essendo venerati nel mondo sono io che non li capisco, questo penso e questo volevo dire.

Un qualsiasi album dei Pink Floyd, uno qualsiasi dei Dire Straits per me è meglio di questo che ho ascoltato io.

Ma non fate caso a me, sono sotto l'effetto di un comfortably numb e potrei non essere lucido...




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10 commenti:

Matteo (Berlino) ha detto...

Daccordo solo a meta':

Pink Floyd > Genesis (70-75, quindi quelli che hai ascoltato tu) > Dire Strait > Genesis (75-09) > ... > Albano & Romina

Francesco ha detto...

Ciao Daniele,
il mio parere è che i primi Genesis (per intenderci: quando c'era ancora peter gabriel) hanno i pregi del rock progressivo dell'epoca (per i non amanti del genere dovrei dire "i difetti del rock progressivo dell'epoca) e cioè pomposità, virtuosismi, ricercata complessità strumentale ecc. In questo senso i Pink Floyd sono più lineari, più simili alla consueta struttura canzone, ancor di più i Dire straits, che sono fortemente in direzione "Musica leggera" se non fosse per Mark Knopfler e la sua chitarra ruvidina. In raltà ognuno di questi grandi gruppi ha scritto pagine immense ma anche, dobbiamo ammetterlo, ha fatto qualche cagata. Eccelsi i Dire Straits di "Alchemy" (e tu sai quanto io ami quel disco), insipidi quelli di "calling every station" Calling Elvis). Stratosferici i Pink Floyd di The wall e in album come "Delicate sound of thunder", dopo di che si parla solo di una triste ripetizione del già detto. Sublimi i Genesis di "Selling Englad by the pound" (adoro questo disco in ogni sua nota - effettivamente è un po' da "addetti ai lavori"), semplicemente da dimenticare le tristi pagine tipo "Invisible touch" e simili (con qualche canzone comunque bella, ma una rondine non fa primavera). Ma è un destino di molti grandi: Sting è innegabilmente un genio che assieme ai Police ha scritto canzoni semplicemente perfette (vedasi "every breath you take"), ma che da solo ha avuto momenti alti (i primi abum da solista), mentre sugli ultimi album di canzonette buone solo per la radiofonia leggera stendiamo un velo pietoso. Sulla stessa scia potremmo leggere anche le carriere di gente come gli U2 o di altri gruppi e musicisti (anche di cantautori nostrani).
Alcuni trovano sempre l'argomentazione del "sono diventati commerciali". Semplicemente io credo che anche i grandi artisti si possano stancare, esaurire la vena creativa, adagiarsi sugli allori e godersi i soldi guadagnati negli anni di gavetta,...
Mi chiedo se ci sisa stato qualcuno sempre e costantemente "genio" che non abbia mai sbagliato un colpo... mi viene in mente qualche ipotesi ma te le dirò al prossimo post "musicale". ciao!

zefirina ha detto...

il mio lp preferito e tu me lo stronchi così???? comunque devo essere ben strana perchè mi piacciono molto anche i pink floyd

Fatdaddy ha detto...

Vabbè, pazienza, io ci ho provato! :D
Concorderai almeno che la copertina è stupenda! :))

Daniele ha detto...

@ Matteo: la tua risposta è uno spettacolo! Diciamo che dovrei approfondire gli altri periodi, ma dopo 2 cd sentiti e non piaciuti ho perso voglia…

@ Francesco: che dire? Una disamina da intenditore, non per niente dici che Selling England by the pound è per addetti ai lavori.. da quando ti senti una rock star? Mamma mia la partenità che brutti scherzi che fa… :-)) Sei un mito!! In quello che hai scritto in alcune cose sono d’accordo. Diciamo che il concetto “un qualsiasi cd dei Pink Floyd o dei Dire Straits” è meglio è un po’ eccessiva…

@ Zefirina: I’m sorry! E sì, sono andato giù pesante..

@ Fat: le mie scuse anche a te, ma anche i ringraziamenti perché cmq tentar di scoprire buona musica è sempre una buona attività. La copertina? Una delle più belle che ho mai visto! :-)

Francesco ha detto...

Io sono nato rockstar

Matteo (Berlino) ha detto...

Beh, volevo forse dire lo stesso che poi Francesco ha espresso cosi' bene ma essendo fisico non so esprimermi se non per equazioni ;-)

A proposito, nessuna discussione che si rispetti sui geni della musica moderna non puo' non concludersi che con le parole "David Bowie" (quello psichedelico a cavallo anni 60/70 e quello Berlinese di fine anni 70, soprattutto).

Quindi, David Bowie.

Ed ha detto...

Eppure i Genesis, fino a quando c'è stato Gabriel, a me piacevano.

Dante ha detto...

no i Genesis no......non me li demolire la colonna sonora delle prime morose.... le feste in cantina tra allucinogeni e ragazze....poche come al solito. Poi si sono anche ripetuti come hanno fatto in tanti....senza osare, ma stiamo parlando di miti....pietre miliari.

Marco ha detto...

Io credevo che i Genesis fossero come dici tu (ripetitivi e quant'altro) se non che ad un certo punto li ho scoperti ed ho scoperto questo album in particolare invogliato dall'ascolto di Firth of Fifth. Ti giuro che per i primi 3-4 ascolti non son riuscito ad "entrare" nel disco stesso... Poi la porta si e' aperta e l'interruttore e' scattato... BUM!

Comunque, e qui dico la mia (amando David Bowie e considerandolo un genio), nessuna discussione sulla musica moderna puo' concludersi se non con le parole BOB DYLAN.
Lasciate stare (se vi disturbano) le connotazioni sociali e politiche della sua opera: io parlo dal punto di vista musicale e dei testi...
E' stato avanti di decenni sui suoi contemporanei.
Consiglio, a tal proposito, uno a caso tra i seguenti album:

Highway 61 revisited
Bringing it all back home
Blonde on blonde