Jan Palach - Praga, 19 gennaio 1969

19 gennaio 2009



Ma se volete approfondire QUI la pagina wikipedia.

Se volete rabbrividire invece basta leggere il primo commento a questo post.


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15 commenti:

Anonimo ha detto...

risultano sempre ammirevoli quei gesù cristi che muoiono "per noi". per me era un malato mentale all'ultimo stadio (come tutti i suicidi) e se si tolse di mezzo ci fece un favore. le cause si possono perseguire con metodi più sani. non mi sento per niente responsabile della sua morte nè tanto meno gli dico "grazie". luciano er califfo.

chit ha detto...

Ti ringrazio della citazione e "giro" i complimenti a mio fratello che mi ha inviato testo e vignetta. Nel 1969 aveva 14 anni e quindi ha sicuramente vissuto la vicenda meglio di noi.

Concordo appieno con quanto ha scritto, non avrei potuto fare di meglio, e credo sia giusto ricordare lui ed i suoi emuli sperando che in futuro non ci capiti di vederne altri.

Marco ha detto...

Solo una precisazione: la piazza di Praga si chiama Venceslao e non San Venceslao (e' un errore che chissa' si trova spesso in giro).

Riguardo al gesto di Palach quello che posso dire e' che penso che il suicidio possa essere interpretato in maniera duplice: come estremo atto di sacrificio o come estremo atto di egoismo.
Ritengo che i suicidi "di tutti i giorni" ricadano nella seconda categoria.
Quelli, invece, "stile Palach" sembrerebbero ricadere nella prima. Pero' mi chiedo: "Ma, vista la presunta forza di volonta' di Palach che lo ha supportato nell'estremo gesto, siamo sicuri che non avrebbe fatto tanto di piu' per la causa restando in vita e combattendo 'nella vita reale', piuttosto che come simbolo?"

Questa mia vuol essere solo uno spunto per la discussione...

GIAN CARLO ha detto...

Io sarò di parte, ma oggi che a Roma il sindaco Alemanno con tutti i suoi trascorsi commemora Palach come esmpio di libertà è un po' grossa.

Anonimo ha detto...

giancarlo, alemannen si doveva vendicare di miguel di ieri. luciano er califfo.

Dante ha detto...

La storia di Palach mi ha sempre colpito molto e se si legge qualche suo scritto si può apprezzare quanto questo ragazzo amasse il suo paese e quanto abbia sofferto a vedere calpestata la sua Libertà in nome di un ideologia imposta con i carriarmati.....ha voluto gridare al mondo il proprio dolore e quello del suo paese sacrificando la cosa che piu' amava, la vita.....non pretendo che oggi tutti possano capire queste cose ....sono valori così alti e così lontani da questo tempo che non mi meraviglia la grande indifferenza delle persone e dei giovani.

Marco ha detto...

@dante: scusa, non per polemizzare ma semplicemente per amore della discussione e della dialettica, non capisco perche' si debba generalizzare e "sparare" a zero sulle persone del nostro tempo e sui giovani.

Se nel tuo commento ti sei riferito a quello che ho scritto io, sappi che ho abbastanza cervello e intelligenza per poter capire il gesto di Palach. Semplicemente, riflettendoci sopra, non lo condivido per le motivazioni che ho scritto in precedenza. Tu dici "sacrificando... la vita", ok, capisco a cosa ti riferisci. Quello che dico io e' che la vita l'avrebbe potuta ugualmente "sacrificare" combattendo per i suoi ideali nelle piazze, nei comizi, eventualmente finendo in galera, ecc ecc. Personalmente ritengo che questo modus operandi avrebbe portato piu' frutti del suicidio (in seguito mediaticamente oscurato dal regime per un bel po').

Perche' le persone al giorno d'oggi non possono capire "valori cosi' alti e lontani da questo tempo"? Se fossi indifferente al problema manco avrei risposto in questo post, e invece l'ho fatto proprio perche' ritengo che valga la pena discutere su questi episodi del passato per cercare di inquadrarli nel modo corretto e non semplicemente ammantarli di un'aura mitica conferendo sempre dignita' di martiri ed eroi ai nostri predecessori, mentre noi siamo dei caproni che vivono di TV e basta. Anche questa e' una pericolosa generalizzazione che non porta da nessuna parte.

Anonimo ha detto...

io, se ho un nemico, preferisco sacrificare lui... morire poi per cosa? per trasformare il sistema comunista, dove non hai "libertà" di votare, in sistema capitalista, dove hai "libertà" di votare berlusca o rutelli... ma vaaaaa! luciano er califfo.

Daniele ha detto...

Direi che è il caso che dica anche io quel che penso. Nel ricordare l’accaduto il mio obiettivo, come ha detto giustamente Dante, era quello di dare un calcio all’indifferenza, far riflettere anche solo per qualche minuto su un fatto storico (comunque la si pensi, importante) e far conoscere Jan Palach.

Non volevo parlare del suicidio in generale, non volevo giudicare un gesto. Penso anche che la superficialità ed insensibilità dimostrata da Luciano sia disarmante, condivido ciò che pensa Dante (sinceramente non penso che volesse essere polemico con Marco) anche se sono sempre contrario alle generalizzazioni (e quindi quel riferimento ai giovani non mi piace...).

Di Alemanno penso che dovrebbe vergognarsi ogni mattina che si guarda allo specchio e si vede la collana che porta al collo.

Anonimo ha detto...

daniele, superficiale e insensibile è chi si crede socialmente e politicamente impegnato solo perchè "pensa" e "dice" in modo politicamente corretto e commemora le feste comandate. studio psicoanalisi da 25 anni e ciò che ho detto è una conclusione ponderata profondamente. da un punto di vista psicologico, chi si uccide è molto più grave di chi uccide, la sua malattia è talmente grave che ha scardinato perfino l'istinto più basico, quello di sopravvivenza. chiaro poi che la società (falsamente altruista e veramente egoista) approvi: meglio uno che distrugge sè stesso che uno che distrugge me, no? comunque, di ingiustizie e orrori è pieno il mondo: se vuoi puoi emularlo! non è la prima volta che dai giudizi negativi su di me senza sapere niente, io avevo commentato su palach, non su di te. luciano er califfo.

Daniele ha detto...

Ti ringrazio per l’invito all’emulazione di Palach, mi dispiace ma ti deluderò. In secondo luogo, io non commentato su di te ma su quello che hai scritto, ho commentato la tua opinione. E, se permetti, scrivo quello che penso. E se trovi da qualche parte una riga dove dico che approvo il gesto segnalamela.

Anonimo ha detto...

non volevi parlare del suicidio, non volevi giudicare il gesto, allora cosa volevi? "far riflettere anche solo per qualche minuto"? questo sì che è superficiale... e anche ipocrita, vi sentite "buoni" solo perchè "riflettete", poi tutto continua come prima, siete contro la guerra del petrolio e a favore dei bambini di gaza però fate il pieno tutte le settimane. vedi, daniele, chi ti parla è uno che quando ha creduto in certe idee non ha solo "riflettuto", uno che si è preso tante manganellate dalle guardie, uno che si è trovato il mitra di un carabiniere puntato alla tempia. uno che quando ha "riflettuto" che la vita in brasile gli si addiceva di più, alla riflessione ha fatto seguire l'AZIONE, in conformità alla sua filosofia materialista. uno che alla "riflessione" che i mali del mondo derivano dal feticismo consumista fa seguire l"azione" del vivere in una favela in una casetta di 25mq in spartana semplicità.
luciano er califfo.

Daniele ha detto...

Ma che ne sai di me, della mia vita, di quello che ho fatto e di quello che faccio. Ma che ne sai... E poi sono io quello che giudica.

Anonimo ha detto...

se ti rileggi il mio primo commento, io non avevo minimamente accennato a te. adesso invece sto rispondendo a te che per primo mi hai tacciato di superficialità, tu per primo hai parlato di me senza sapere niente di me. inoltre, non sei minimamente entrato nel merito, ti sei mantenuto alla "superficie" dell'accenno alla mera riflessione. possiamo almeno sapere cosa hai concluso con le tue riflessioni? er califfo.

Dante ha detto...

@marco Non volevo assolutamente adoperare l'accetta nel tracciare giudizi tipo ieri eravamo tutti più intelligenti e impegnati e oggi no perchè sono tutti tronisti.....quello che penso e che vedo è che oggi i ragazzi sono completamente diversi da come ero io alla loro età.... semplicemente perchè sono passati gli anni e sono per forza diversi nei valori e nei pensieri....altrimenti che noia se mio figlio fosse la mia fotocopia anche in quello che pensa o nelle sue aspirazioni....è per quello che non pretendo che quello che penso io di palach possa essere condiviso da tutti...come sempre quando gli anni passeranno e io non ci saro' piu' a bocce ferme rileggendo la storia contemporanea ci potrà essere un giudizio piu' sereno forse piu' centrato anche su Palach e sul suo gesto, l'unica cosa che mi fà male è sentire che in molti marcano il suo estremo gesto come un atto di un anormale o di uno svitato esagitato qualsiasi...non era così e non lo erano tanti altri studenti e giovani praghesi schiacciati e privati forse della cosa più importante che può sostenere un uomo.. la speranza del cambiamento la fine dell'illusione della conquista di una nuova libertà....