Ishmael Beah - Memorie di un soldato bambino
30 giugno 2007
Il ragazzo che compare qui a sinistra è Ishmael Beah ed è l'autore di Memorie di un soldato bambino, libro che ho appena finito di leggere.
Ricordo l'imbarazzo con il quale Fabio Fazio l'aveva accolto ed intervistato qualche mese fa a "Che tempo che fa" (riporto sotto il video dell'intervista).
L'imbarazzo era dovuto al senso di assoluto rispetto e quasi alla volontà di scusarsi, a nome del mondo occidentale, per tutto ciò che questo ragazzo ha dovuto subire nella sua infanzia. Oggi capisco quell'imbarazzo. E potrebbe essere il mio.
Il libro mi ha accompagnato in questo ultimo mese. La lettura procedeva lentamente perchè ogni volta era come buttarsi in un incubo. Al peggio sembrava non esserci mai fine. Alla sofferenza sembrava non esserci rimedio. E sempre il mio pensiero andava a chi ha trovato la forza per scrivere e raccontare ciò che ha passato.
Leggevo e pensavo in continuazione: "non è un romanzo, è successo davvero. Come si può sopportare tutto ciò? Come è possibile tale livello di barbarie? Perchè un bambino deve subire questo?".
Per dare un'idea: Ishmael deve scappare dalla sua casa, perde i genitori, perde i fratelli. E' costretto a fuggire nella foresta, è catturato dall'esercito governativo, imbottito di droga, educato all'orrore, all'omicidio, alla devastazione.
Ma alla fine il racconto è anche un ringraziamento all'opera dell'Unicef e delle Ong. Onore a chi impegna la propria vita ad aiutare chi ha bisogno.
Da oggi quando leggerò le notizie sul Darfur, sulle guerre civili, sui bambini soldato non potrò essere indifferente. La lettura di un libro così ti lascia il segno e ti rende consapevole del privilegio delle nostre vite.
Capello esonerato
28 giugno 2007Finalmente un leader
27 giugno 2007Colloquio di lavoro
26 giugno 2007Vanity Fair con l'aiuto di 4 Direttori Risorse Umane (3 Italia, Clementoni, Pirelli e Vodafone) ha pubblicato un decalogo per fare bella figura in un colloquio di lavoro.
Lo pubblico molto volentieri perchè ritengo che sia ben fatto e centri veramente alcune regole indispensabili per ben figurare. Trovandomi spesso nel ruolo del selezionatore posso confermare che, al di là dei dati oggettivi del cv (che non possono essere modificati), molto si gioca sul proprio atteggiamento nel corso del colloquio.
Se chi si presenta di fronte a me si comporta così, diciamo che ha buone possibilità di farcela:
- Curriculum breve. Siate essenziali, chiari e concisi.
- Setacciate internet. Prima del colloquio raccogliete sul web più informazioni possibili sull'azienda.
- Arrivate puntuali. Ritardare anche di pochi minuti è indice di irresponsabilità, arrivare in anticipo tradisce ansia da prestazione.
- Niente tacchi. Per le donne sconsigliati look troppo spinti e minigonne, gli uomini evitino i jeans.
- Siate tecnologici. Indica apertura al cambiamento e innovazione.
- Non ridete. Durante l'intervista date un'immagine socievole e sorridente, ma non troppo.
- La sincerità paga. Siate sinceri anche sui vostri difetti: il selezionatore è lì per scovare eventuali bugie.
- Non siate timidi. Intervenite durante il colloquio e fate domande sulla posizione offerta.
- Espansivi ma non troppo. Giusto parlare e dialogare molto , ma mai interrompere il selezionatore.
- Modestia. Anche se si ha già esperienza, l'atteggiamento del tipo "ho voglia di imparare" paga sempre.
Complimenti
Finalmente qualcuno ha messo su YouTube un video con spezzoni dal film "Volevo solo dormirle addosso" (a proposito, ne consiglio la visione) e posso così pubblicare un post che avevo in mente da tempo.
Mi serviva un illuminate passaggio del film. E ora c'è. Vedete il video e dopo 25 secondi inizia la parte che mi interessa e capirete che cosa voglio comunicare.
Guardate, pensate e agite. Ricordiamocene ogni tanto. COMPLIMENTI.
Henry è del Barcellona
22 giugno 2007
Tutti i siti online dei giornali spagnoli stanno lanciando la notizia che Henry è stato acquistato dal Barça!
Che colpo!!! (Sperando che ciò però non sia il preludio alla cessione di Eto'o o Ronaldinho...)
Update 23/06/07 ore 10:09
Henry conferma la notizia: "Non è stato ancora firmato nulla - spiega - e devo ancora sostenere le visite mediche lunedì, ma è vero che ho scelto Barcellona. Firmerò per le prossime quattro stagioni. È stata una scelta dettata dalla storia del Barça, dal calcio che pratica e dalla presenza di Frank Rijkaard con il quale sono cresciuto..."
Gli onesti
20 giugno 2007Covisoc: Inter senza requisiti per il campionato 2005-2006
L'Inter nel mirino della commissione per la vigilanza sulle società calcistiche. "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato - sostiene la Commissione di vigilanza sulle società calcistiche - se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie". Dunque i nerazzurri "non avrebbero superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006", torneo vinto poi dagli undici di Mancini 'a tavolino' per la squalifica della Juventus.
Il documento è stato portato dal pm milanese Carlo Nocerino che, in queste ore, sta notificando l'avviso di chiusura delle indagini per il presidente dell'Inter Massimo Moratti, l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, due dirigenti nerazzurri, Rinaldi Ghelfi e Mauro Gambaro, accusati di falso in bilancio.
I fatti risalgono al periodo tra il 2003 e il 2005 e sono relativi a scambi di calciatori non di prima fila tra Milan e Inter. Il valore degli atleti sarebbe stato gonfiato ad arte per ottenere delle plusvalenze e 'abbellire' i bilanci. L'inchiesta era nata da un esposto presentato dall' ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, alla magistratura di Roma e poi trasmesso alla Procura di Milano per quanto riguarda Milan e Inter.
(Repubblica.it)
Capello
18 giugno 2007
Hanno passato la notte a Cibeles, la fontana che il madridismo ha trasformato nel suo parco giochi, a festeggiare una cosa che, a febbraio, nessuno osava immaginare: per pudore o per sfinimento, non importa. Capello era stato scelto da un presidente, Ramon Calderon, eletto al limite del broglio. Circondato e protetto dalla sua tribù - Italo Galbiati e i due Franco: Baldini e Tancredi - Fabio ha tirato su il ponte levatoio. Volete che me ne vada? Licenziatemi. Non mi dimetterò mai. Questione di soldi. Fabio scappa dalle piazze, non dagli stipendi. Mollò Roma dopo aver giurato che mai e poi mai sarebbe andato alla Juve: della quale parlava, più o meno, come ne avrebbe parlato il procuratore Palazzi nella requisitoria di Calciopoli. Dribblò e mortificò il popolo juventino non prima di aver garantito che «ci saremmo divertiti» quando lo scandalo sarebbe arrivato a sentenza. Professionisti tutti d’un prezzo, si chiamano così. Capaci di scampare a un’eliminazione negli ottavi di Champions (Bayern), a un pre-contratto offerto e firmato dal successore designato, Bernd Schuster, ai giochi sporchi di Predrag Mijatovic e al voltafaccia del padrone.
«Capello bis, un ritorno che non paga», si titolava, giulivi, a fine gennaio. E invece ha pagato: e come. Mai, in carriera, aveva vinto lo scudetto in rimonta. Mai. Nemmeno nel 1997, l’anno del suo primo «aliron». Milan, Roma, Real, Juve: subito in testa, e poi chirurgico gestore di vantaggi, risorse, umori. Rileggere la «temporada» di don Fabio aiuta a capire la scorza del domatore. I tifosi lo detestavano. I giornali della capitale erano tutti una presa in giro, cartoni animati e figurine delle sue figuracce. Capello come un pupazzo senza arte né parte, le mascelle che toccavano terra, la bazza che sembrava un bidone. Sino al dito medio che, poco conciliante, dedicò a un pugno di tifosi la sera della vittoria-salvezza contro il Saragozza, all’andata. Censurato, chiese scusa. Quando lasciò partire Ronaldo, bastarono due gol a Siena - due, come Maccarone - perché la critica gli saltasse al collo. Cassano ne imitò i tic e i vezzi, e i servi fecero la ola. In combutta con Calderon mise fuori squadra Beckham, che aveva appena firmato per i Los Angeles Galaxy, e la classifica precipitò. Venne accusato di mobbing da Helguera e contestato, addirittura, da uno dei suoi discepoli più affezionati, Emerson. Nella polveriera del Real, Capello era un candelotto di dinamite, non l’artificiere di cui ci sarebbe stato bisogno. Non c’era sondaggio o referendum che non lo collocasse ai minimi storici.
D’improvviso, è successo qualcosa. Van Nistelrooy si è messo a segnare e di Ronaldo al Milan non ha più parlato nessuno. Nemmeno di Cassano, dopo l’arrivo e il rendimento di Higuain. Beckham è tornato, e per tre mesi ha giocato da dio. «Ho sbagliato», ha confessato Fabio. «Capello è un grande», ha chiosato l’inglese in tutte le lingue. Il Real ha ritrovato un’anima. L’anima del suo precettore. Quanto al gioco, siamo ancora lontano dalla tradizione, ma se pensiamo all’ibrido che era il Real di Luxemburgo e Sacchi, un club fondato sui nomi dei giocatori, nemmeno sui giocatori, la differenza che balza all’occhio è clamorosa.
Avviso ai naviganti: «Per me - ringhia in conferenza, a champagne ancora gocciolante - con questo gli scudetti sono nove. Come Nedved, sento miei anche i due della Juventus. Li avevamo vinti sul campo. Meritatamente. Se poi un giorno hanno messo lì un certo signor Rossi e costui ha deciso in un’altra maniera, cavoli suoi. Già che ci siamo, lasciatemi togliere una spina. Quando in Supercoppa l’Inter ci battè 1-0 a Torino, ricordate?, a noi annullarono un gol regolarissimo (di Trezeguet). Arbitrava proprio De Santis. Strano: nessuno di "loro" disse beo. Ripeto: ho vinto nove campionati, quattro al Milan, uno alla Roma, due alla Juve, due al Real. Capito?».
Titolo al Madrid
17 giugno 2007Un Real Madrid inguardabile batte il Maiorca e vince la Liga.
Stava accadendo il miracolo, il Maiorca vinceva al Bernabeu. Al 10° del secondo tempo sul punteggio di 1 a 0 il Maiorca si mangia un gol colossale per raddoppiare. E lì ho capito come sarebbe finita...
Il Barça non ha perso la Liga oggi ma nelle mille occasioni buttate al vento. Mi dispiace solo che vince il campionato Capello e soprattutto con grande fortuna e senza dimostrare di essere più forte.
Vasco Rossi: "La compagnia"
16 giugno 2007Non avrei mai pensato di arrivare a scrivere qualcosa a favore di Vasco Rossi. Ha un modo di fare, di vivere, di atteggiarsi molto lontano da me. L'ho sempre abbastanza mal visto. Sono stato a molti concerti, ma proprio per scelta non sono mai voluto andare ad un suo concerto (anche se so che ne uscirei soddisfatto per le sue belle canzoni).
Ma cavolo, non sbaglia un colpo. Non sbaglia una canzone, una produzione, una cover.
Eccolo ora uscito con il rifacimento de "La compagnia" di Lucio Battisti. Per me è stata rifatta alla grande. Quando ci vuole, ci vuole: grande Vasco!









